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| Anno I numero 1 - febbraio 2006 |
NOTIZIARIO
MENSILE |
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L’AVIS: ORIGINI, PROFILO E OBIETTIVI DI UN’ASSOCIAZIONE DEDITA ALLA SOLIDARIETÀ
Non tutti probabilmente sono a conoscenza dell’epoca e dei luoghi che videro la nascita dell’AVIS (Associazione Volontari Italiani del Sangue), in quanto da pochi anni la sensibilizzazione al dono del sangue si è diffusa in maniera capillare presso fasce sempre più ampie della popolazione italiana.
È infatti da quasi 80 anni che l’Associazione svolge, in maniera forse un po’ sotterranea e silenziosa, la propria attività su tutto il territorio nazionale e non solo. Primo punto di propagazione di questa attività di volontariato può considerarsi la Lombardia. Siamo intorno agli anni ’20/’30, quando gli studi in campo ematologico erano ancora agli albori delle conoscenze: si pensi, ad esempio, che la scoperta dei gruppi sanguigni risaliva soltanto a 2 o 3 decenni avanti. Una figura emblematica della svolta che poi condusse alla fondazione dell’AVIS è rappresentata dal medico fiorentino Vittorio Formentano, il quale sin da giovane aveva improntato la sua formazione civile al volontariato e all’organizzazione di iniziative di utilità sociale. Dopo la tormentata esperienza giovanile che lo vede impegnato, nell’ambito del primo conflitto mondiale, prima come ufficiale, poi come sergente di sanità, presso il 4° Regg. Alpini, il giovane Formentano riesce, nel 1921, a conseguire la laurea e, trasferitosi a Milano, a fondare un centro medico denominato “Istituto ematologico” e a pubblicare, con la collaborazione di alcuni colleghi, il “Bollettino ematologico”.
Nel 1926, a conclusione di una memorabile giornata di lavoro, nella quale il giovane medico aveva dovuto rassegnarsi sconfitto di fronte ad una madre spentasi per grave emorragia da parto, a causa della mancanza di sangue da trasfondere, decide di lanciare un appello sul Corriere della Sera, allo scopo di costituire un gruppo di volontari per la donazione del sangue. Rispondono 17 generosi cittadini i quali, riunitisi presso il Centro ematologico di Formentano, verranno poi a costituire l’embrione della futura AVIS.
L’azione del Dott. Formentano costituisce una svolta rivoluzionaria in ambito trasfusionale: sino ad allora e per molto tempo ancora, le trasfusioni di sangue avvenivano in genere nei reparti di chirurgia, ostetricia e ginecologia oppure nei rari istituiti ematologici, usufruendo per lo più di donatori occasionali, spesso retribuiti; Formentano ebbe invece la felice intuizione di puntare su donatori volontari non retribuiti, motivati e sottoposti a controlli periodici. Egli ebbe quindi il merito di attribuire al dono del sangue un valore umanitario ed etico, facendo in modo che esso fosse volontario, anonimo e gratuito e che prescindesse da considerazioni ideologiche e da ogni discriminazione politica, razziale e religiosa.
È al 1929 che risale la costituzione ufficiale, a Milano, dell’Associazione Italiana di Volontari del Sangue. Dopo il travagliato periodo del fascismo, quando il governo istituisce i Comitati Provinciali dei donatori di sangue allo scopo di boicottare l’operato dell’AVIS e di contrapporre ai volontari avisini i donatori retribuiti, nel 1950 l’Associazione viene riconosciuta dallo Stato con la legge n.49, mentre con la legge n.592 del 1967 viene regolamentata la raccolta, la conservazione e la distribuzione del sangue umano in Italia. Dagli anni ’70, l’AVIS intraprende un cammino che ha portato ad una sua ramificata diffusione sul territorio nazionale italiano, con la nascita delle sedi regionali, provinciali e comunali legate da un unico Statuto alla Sede Nazionale. Oggi l’AVIS conta 3.032 sedi comunali, 94 provinciali e 22 regionali (in Trentino Alto Adige sono presenti 2 sedi). Anche in Svizzera è presente una sede AVIS, conteggiata fra le regionali, la quale è stata fondata da un gruppo di immigrati italiani intorno agli anni ’60.
Come recitano gli art. 1, 2 e 3 dello Statuto, l’AVIS è un’associazione apartitica, aconfessionale, che non ammette discriminazioni di sesso, razza, lingua e nazionalità, esclude ogni fine di lucro ed è composta da persone che donano il loro sangue volontariamente, periodicamente, gratuitamente, anonimamente e responsabilmente.
I principi sui quali l’Associazione si fonda in epoca attuale non si sono pertanto allontanati da quelli introdotti negli anni ’20 da Formentano. Il monito che ancora oggi la figura di questo lungimirante medico rivolge a noi delle generazioni successive è quello di non abbandonare la via tracciata dai padri fondatori, evitando dunque di percorrerne altre che portino a convertire il dono del sangue in un’operazione tecnica e asettica: il dono del sangue dovrebbe invece rappresentare il segno tangibile e ripetitivo di una compartecipazione solidale e consapevole ai bisogni dei concittadini in difficoltà.
Fonti dell'articolo:
http://www.avis.it
http://www.avislombardia.it
http://www.vita.it
http://www.avisprovincialemilano.it