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| Anno I numero 3 - aprile 2006 |
NOTIZIARIO
MENSILE |
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IL PRESENTE E IL FUTURO IN CAMPO EMATOLOGICO
SECONDA PARTE
Agli inizi della terapia trasfusionale, il sangue veniva prelevato in flaconi di vetro e trasfuso al paziente senza essere separato nei suoi componenti principali (globuli rossi, plasma e piastrine) indipendentemente dalla patologia di cui il paziente era affetto. In questo modo si determinava uno spreco degli emocomponenti di cui il paziente non necessitava. Nacque così l'esigenza di separare il sangue. La moderna terapia trasfusionale, infatti, utilizza solo il componente che serve e risparmia gli altri (i globuli rossi per le anemie, il plasma per i deficit dei fattori della coagulazione (CID) e le piastrine in caso di carenza di piastrine). La separazione dei tre componenti ematici può essere eseguita in due modi: centrifugazione e mediante separatori cellulari.
Centrifugazione: nelle normali donazioni il sangue (circa 450 ml) viene raccolto in sacche triple di plastica speciale e tramite centrifugazione, vengono separati i tre componenti principali che sono i globuli rossi, il plasma e le piastrine. Questo è il metodo classico di ottenimento dei tre componenti che vengono conservati e utilizzati quando servono: le emazie concentrate a 4°C per 42 giorni, il plasma congelato a - 80° C per 6 mesi, le piastrine a 20° per 5 giorni. Le piastrine ottenute in questo modo non sono molte in quanto un paziente emorragico può avere bisogno di dieci sacche al giorno, cioè di dieci donatori al giorno: per questa ragione nacque l'esigenza di poter prelevare, da un singolo donatore, grandi quantità di piastrine tramite i separatori cellulari.
Mediante i separatori cellulari: con questi è possibile prelevare grandi quantità di piastrine da un singolo donatore: questa procedura di prelievo è chiamata "piastrinoaferesi".
Lo sviluppo di terapie un tempo non praticate ha portato al consumo di alcuni emocomponenti in grande quantità: per esempio, i pazienti sui quali viene praticato il trapianto di midollo osseo, possono avere necessità di un numero limitato di globuli rossi ma di grandi quantità di piastrine. Per questa ragione sono state sviluppate pratiche di prelievo di emocomponenti che, utilizzando i separatori cellulari, favoriscono la raccolta da singolo donatore di piastrine e/o di plasma in quantità enormemente superiore a quella che si ottiene separando una singola unità di sangue di circa 450 ml.
PIASTRINOAFERESI
In una sacca di piastrine, ottenute mediante i separatori cellulari, sono presenti circa 350 miliardi di elementi, mentre in una sacca di sangue, ottenuta dalla centrifugazione, ce ne sono solo 50-60 miliardi: quindi un numero molto più elevato nel primo caso e soprattutto ottenute da un singolo donatore. Ciò permette di ridurre i rischi trasfusionali.
La piastrinoaferesi si esegue tramite il separatore cellulare. Questa macchina è costituita essenzialmente da una centrifuga che separa il sangue prelevato dal braccio del donatore alla velocità di circa 50 ml al minuto. Il sangue così prelevato viene centrifugato e separato all’interno di una cintura (camera di separazione) in emazie concentrate più globuli bianchi e plasma ricco di piastrine. In una sacca particolare della camera di separazione, in cui si dispone il plasma, si accumulano le piastrine, gli elementi più piccoli e leggeri presenti nel nostro sangue. Gli elementi cosi raccolti vengono fatti confluire in una sacca di raccolta e conservati fino al momento della trasfusione; invece, il sangue centrifugato impoverito delle piastrine viene di nuovo rimiscelato e reinfuso al donatore. Durante la donazione che dura dai 50 ai 70 minuti il donatore rimane sdraiato su una poltrona. Da un braccio, tramite un normale ago da salasso, viene prelevato il sangue da separare che viene inviato al separatore cellulare; nell’altro braccio il sangue, privato delle piastrine nel modo descritto, viene reinfuso al donatore rientrando in circolo nell’organosmo. Il donatore non ne riceve nessun danno se non quello di due venipunture.
Nel giro di poche ore il nostro midollo riproduce le piastrine prelevate poiché ha delle potenzialità elevatissime e può produrre quantità molto maggiori di piastrine di quelle che normalmente produce, senza danni per l'organismo.
I moderni separatori lavorano con piccolissime quantità di sangue e quindi anche i donatori che pesano solo 50 Kg non presentano alcun disturbo durante la procedura.
Le piastrine raccolte verranno utilizzate entro 5 giorni dal prelievo per la terapia di alcune gravi malattie come per esempio le leucemie, per i pazienti oncologici in chemioterapia e come supporto fondamentale nei trapianti di midollo osseo.
Non si possono eseguire di norma più di 6 piastrinoaferesi l'anno; l'intervallo minimo consentito tra due piastrinoaferesi e tra una piastrinoaferesi e una donazione di sangue intero è di quattordici giorni, mentre tra una donazione di sangue intero e una piastrinoaferesi è di un mese. Tutto il procedimento dura circa un'ora e mezza.
Concludendo, donare le piastrine è facile come donare il sangue. La diffusione di terapie come il trapianto di midollo nei leucemici e nei talassemici richiedono oggi un numero sempre maggiore di questo prezioso emocomponente.
PLASMAFERESI
La plasmaferesi è un tipo di donazione moderna ed altamente finalizzata in cui si sottrae al donatore la sola parte liquida del sangue (plasma che costituisce il 45%-50% del sangue ) restituendogli contemporaneamente la parte cellulare (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine).
Il plasma a sua volta è costituito per oltre il 90% da acqua e per il 10% circa da albumina, globulina ed altre proteine essenziali per la coagulazione e le difese organiche.
La donazione di plasma quindi sottrae all’organismo prevalentemente liquidi (prontamente rimpiazzati) e una piccola porzione di proteine, la cui perdita viene rapidamente neutralizzata nel giro di poche ore o di qualche giorno.
La plasmaferesi viene effettuata con degli apparecchi particolari detti separatori cellulari.
Infatti il sangue prelevato ai donatori viene separato da questi apparecchi in modo che il plasma viene raccolto in una sacca e le altre componenti del sangue (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) sono restituiti al donatore. La seduta di plasmaferesi è formata da una serie di prelevamenti, separazioni e reinfusioni di componenti ematici, tutto effettuato in perfetta sterilità garantendo così la massima sicurezza per il donatore e per chi riceve il plasma donato.
Alla fine di ogni seduta viene generalmente reinfusa al donatore una quantità di soluzione fisiologica pari a quella di plasma donato, rimpiazzando così immediatamente i liquidi perduti con la donazione.
I modi di utilizzo del plasma sono quindi molti ed importantissimi.
A differenza del sangue che viene utilizzato direttamente dagli ospedali, il plasma ottenuto dalle donazioni viene ceduto alle industrie farmaceutiche per ricavarne i cosiddetti plasmaderivati (veri e propri "farmaci salvavita").
Come per esempio l’albumina, immunoglobuline, fibrogeno, ecc.
Dato lo scarso rilievo della donazione di plasma sull’organismo dei donatori, la legge prevede intervalli tra due donazioni più ristretti che nella donazione di sangue:
14 giorni tra due donazioni di plasma;
14 giorni tra una donazione di plasma ed una successiva donazione di sangue;
1 mese tra una donazione di sangue ed una successiva donazione di plasma.
Questa donazione ha una durata variabile da 35 minuti a 50 minuti.
Chiunque è idoneo a donare sangue può anche donare plasma.
Attualmente il nostro fabbisogno di plasmaderivati è coperto solo in parte dalle donazioni italiane, per questo siamo costretti a ricorrere all’importazione da altri paesi. Donare plasma è quindi importante per ridurre (o annullare!) la dipendenza dall’estero, ottenendo così una maggiore sicurezza dal rischio di trasmissione di malattie infettive grazie al rigido controllo a cui è sottoposto il plasma italiano.
ERITROPLASMAFERESI
Con i separatori cellulari si prelevano il plasma e i globuli rossi e si reinfondono le piastrine al donatore.
DOPPI ROSSI in AFERESI
Con i separatori cellulari si possono prelevare anche i globuli rossi che vengono separati in due sacche contenitori.
DOPPIE PIASTRINE
Con i separatori cellulari si prelevano le piastrine che vengono separate in due sacche.
ROSSI-PIASTRINE
Con i separatori cellulari si prelevano le piastrine e i globuli rossi, si restituiscono al donatore i globuli bianchi e il plasma.
CELLULE STAMINALI da AFERESI
Con i separatori cellulari si prelevano dal sangue le cellule progenitrici di tutte le cellule del sangue.
PLASMAPIASTRINOAFERESI
Dura mediamente circa 90 minuti.
Prima del prelievo è consentita una leggera colazione.
Sia gli uomini che le donne possono effettuare quattro plasmaferesi ricche di piastrine ogni anno.
Il tempo di reintegro delle piastrine donate è di circa una settimana.
Le piastrine sono utilizzate in malattie che deprimono le funzioni del midollo quali l'aplasia midollare o la leucemia, oppure nelle carenze causate dalle terapie antitumorali.
Spesso vengono associate ad altri emoderivati nelle diverse fasi della malattia.
La donazione di piastrine effettuata è in realtà una donazione di plasma arricchito di piastrine, per questo viene definita anche plasma-piastrinoaferesi.
La quantità di plasma ricco di piastrine prelevata ad ogni donazione è di circa 650 ml e viene effettuata con l'ausilio di un separatore cellulare.
Il donatore deve avere un età inferiore a 55 anni ed un peso di almeno 60 Kg.